GREENWASHING E MODA SOSTENIBILE

GREENWASHING E MODA SOSTENIBILE

Tutti i giorni ne sentiamo parlare.

Oggi assistiamo ad una crescente attenzione verso l’ambiente, la natura e il cambiamento climatico, e uno dei temi più gettonati è quello del Greenwashing:  nel nostro articolo cercheremo di affrontare in modo semplice questo tema. Parleremo, inoltre, della moda sostenibile e del perché è cosi importante ai giorni d’oggi.

Che cos’è il Greenwashing?

 

Per Greenwashing si intende una strategia ingannevole di comunicazione perseguita da alcune aziende, enti o istituzioni con il fine di costruirsi un’immagine positiva, sotto il profilo dell’impatto ambientale, e di distogliere l’attenzione del consumatore e dell’opinione pubblica dagli effetti negativi delle proprie attività sull’ambiente.

Come riconoscerlo?

Per riconoscerlo bisogna fare attenzione alla comunicazione delle aziende che presenterà, in genere, queste caratteristiche :

  • Verrà pubblicizzato un prodotto come ecosostenibile tenendo conto solamente di caratteristiche vaghe o non specifiche, spostando cosi l’attenzione del consumatore da quello che ha veramente un impatto ambientale;
  • Verranno diffusi dati ambientali non verificabili o difficili da verificare;
  • Verranno fornite indicazioni generiche sulle caratteristiche dei prodotti, facili da essere fraintese.

Quindi, in sintesi, il greenwashing tende a confondere i consumatori fornendo informazioni non supportate da reali dati specifici, dichiarando certificazioni non riconosciute da organismi pseudo autorevoli ed utilizzando etichette contraffatte o false.

Chi è che fa Greenwashing?

Nella maggior parte dei casi sono le grandi aziende a praticare questo tipo di comunicazione: sono molti i brand internazionali accostati a questa pratica come ad esempio la nota H&M che, nel 2019, è stata accusata di pubblicità ingannevole per una campagna, la “Conscious Collection”, studiata nel tentativo di apparire “green”.

Altro caso da citare è sicuramente quello, del giugno del 2021, della Coca-Cola , citata in giudizio dall’Earth Island Institute con l’accusa di divulgare contenuti e materiali ingannevoli: più nello specifico, secondo tale organizzazione la Coca-Cola commercializza prodotti come sostenibili e rispettosi dell’ambiente mentre invece si tratterebbe di uno dei principali produttori di rifiuti plastici al mondo. I numeri citati dall’Earth Island Institute sono davvero impressionanti: sarebbero circa tre milioni di tonnellate l’anno i rifiuti generati dal colosso americano pari a circa duecentomila bottiglie di plastica al minuto che rappresenta un qunto della produzione totale mondiale di bottiglie in Pet.

C’è da aggiungere che la Coca-Cola si trova da anni, già dal 2000, al centro di molti dibattiti e polemiche sui temi legati, appunto, al tema della sostenibilità.

 

 Come tutelarsi?

Un importante risorsa del consumatore è data dalle certificazioni dei prodotti: presupposto fondamentale, infatti, per un prodotto etico e sostenibile. Le certificazioni forniscono una serie di informazioni come la trasparenza,  la tracciabilità, il materiale impiegato e anche le condizioni dei lavoratori delle fabbriche in cui viene realizzato il prodotto.

Noi di Haru Natura per i nostri prodotti selezioniamo soltanto produttori in grado di garantire la massima qualità e sostenibilità.

Qui potete trovare un interessante articolo sull’argomento.

MODA SOSTENIBILE

Dopo aver trattato un argomento cosi fastidioso, come il greenwashing, parliamo di cosa possiamo concretamente fare per la natura: un modo è sicuramente quello di scegliere prodotti sostenibili, realizzati con materiali organici, naturali o riciclati ma soprattutto  certificati.

Che cos’è la moda sostenibile?

Si tratta di una moda che rispetta la natura, l’ambiente e la società in tutte fasi, dalla concezione del prodotto alla produzione, distribuzione, vendita e smaltimento. Riguarda, quindi, l’intero ciclo di vita di un prodotto. Si utilizzano materie prime naturali, meno inquinanti, con una notevole riduzione degli sprechi della produzione, come i costi di elettricità e di acqua, per esempio, che si tramuta in una riduzione dei rifiuti, incoraggiando un consumo consapevole.

Nella moda sostenibile, inoltre, si impegna nel campo sociale, contrastando lo sfruttamento e proponendo condizioni di lavoro più agevoli e con remunerazioni più eque per i lavoratori delle fabbriche.

In questo articolo puoi trovare informazioni più approfondite sul tipo di fibre ecologiche.

Anche il consumatore deve essere consapevole ed ha le sue responsabilità, soprattutto negli acquisti come, per esempio, evitare mode del momento sponsorizzate dalla cosiddetta “fast fashion”.

Forse non tutti sanno che i cambiamenti climatici sono sempre esistiti nella storia del nostro Pianeta ma si parla di crisi climatica perché il clima attualmente cambia ad un ritmo mai visto in precedenza.
Infatti, con la rivoluzione industriale, l’uomo ha riversato in atmosfera miliardi e miliardi di tonnellate di anidride carbonica e gas facendo aumentare il livello di CO2, addirittura del doppio rispetto alle ere precedenti, causando un grave impatto sull’ecosistema e generando un riscaldamento globale molto preoccupante.

Questo cambiamento lo si può notare nella natura: il decennio tra il 2009/2019 è stato quello più caldo mai registrato, ci sono sempre più aree minacciate dalla siccità e dall’aridità cronica, le “stagioni degli incendi” sono sempre più lunghe, il ghiaccio marino artico è diminuito e sono sempre più frequenti eventi atmosferici anomali come alluvioni, tifoni e cicloni. Preoccupa anche la migrazione di specie animali e vegetali in modo improvviso ed inaspettato con un impatto negativo sulla biodiversità del mondo.

Entrando più nello specifico, quello che danneggia maggiormente il clima è l’industria che impiega energia proveniente da carbone, petrolio e gas che, insieme, rappresentano la maggiore causa di emissioni di gas serra. Altri danni avvengono a causa del disboscamento delle foreste e dell’aumento degli allevamenti intensivi di bestiame.

Perché sceglierla e perché è cosi importante?

L’industria tessile ha un forte impatto sull’ambiente: i principali problemi causati sono, infatti, l’inquinamento atmosferico,  delle acque e quello derivante dalla produzione di rifiuti solidi. Tutto questo incide fortemente sui cambiamenti climatici che non sono mai stati cosi veloci nella storia dell’uomo.

Bisogna quindi porre un forte rimedio a tutto questo, applicando i concetti base della moda sostenibile e dell’economia circolare : grazie a molte campagne di sensibilizzazione e a tutela del settore tessile che sono state lanciate nel corso degli ultimi anni, la situazione sta migliorando ed i consumatori sono più attenti rispetto al passato. E’ importante ricordare che dopo il cibo che ingeriamo, i vestiti sono la cosa più importante per la nostra salute perché sono a contatto diretto con la pelle. Possono provocare allergie, far proliferare funghi della pelle, etc… ecco perché è importantissimo indossare un indumento che sia ecosostenibile ed organico.

Come riconoscerla?

In generale è diffusa la convinzione che se un prodotto è realizzato in Italia, o in Europa, è migliore o più sicuro di uno realizzato in altri paesi del mondo perché ci sono delle normative più rigide: questo è vero però, purtroppo, da solo non può garantire una completa tracciabilità del prodotto e quindi non possiamo essere a conoscenza se tutti i passaggi della produzione avvengono in un paese piuttosto che in un altro. Infatti, spesso succede che, per esempio, i prodotti che hanno solo ultimato i passaggi finali della produzione in Italia (come può essere l’etichettatura) vengono venduti come “Made in Italy”, pur invece essendo stati prodotti di fatto in altri paesi.

Bisogna quindi ricordare che l’unico modo per esser certi di acquistare un prodotto sostenibile è quello di controllare le sue certificazioni.

Qui trovi quelle dei nostri prodotti.

 

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